Diario di Viaggio: Valencia

Diario di Viaggio: Valencia

Trovare una vecchia amica (vecchia non anagraficamente s’intende, prima che si offenda😉) è stata certamente una buona scusa per visitare una piccola, ma ridente città spagnola: Valencia.

Valencia ha uno stile unico. È uno di quei luoghi che non dimentica mai la propria storia, le proprie origini, senza tuttavia dimenticare di stare al passo con il tempo e di modernizzarsi nel corso degli anni. A Valencia è possibile ammirare, nello stesso momento, monumenti antichi che ripercorrono la storia di questa città e complessi architettonici ultramoderni. Oltre a tutto ciò, la città vanta anche delle bellissime spiagge, fantastiche per trascorrere le vacanze estive.

Il nostro viaggio non è stato proprio baciato da un clima favorevole, ma questo non ci ha impedito di visitare la città in lungo e in largo.

La sera, appena arrivati, abbiamo ben pensato di vivere subito a pieno la movida valenciana: incontrati con la nostra amica ci siamo catapultati al Barrio del Carmen, un quartiere la cui vita muta in base alle ore della giornata: tranquilla al mattino e nel pomeriggio; sfrenata al calar del sole. I giovani che arrivano in città scelgono questo quartiere centrale per vivere intensamente, appunto, la movida spagnola. Camminando per le sue vie durante le ore serali si viene “assaliti” da PR pronti a proporti ogni sorta di free entry, un paradiso per gli amanti della vita notturna. Di giorno invece resta il quartiere più frequentato di Valencia, ma per la ricchezza di attrattive storiche: la bellezza del Barrio del Carmen è frutto della lunga storia di Valencia, nel periodo medievale vi trovarono rifugio gli Arabi, che lo trasformarono in un quartiere aristocratico e ricco di costruzioni. Nei secoli seguenti furono realizzate le altre architetture che si possono ammirare.

Campana del Miguelete - Valencia

Campana del Miguelete – Valencia

Il primo vero giorno, consci del maltempo in arrivo, abbiamo deciso di passeggiare, o per meglio dirla alla spagnola “dar un paseo”, per la città…una sgambata di 23 km sicuramente piacevole e tonificante, ma che alla fine s’è fatta sentire eccome 😅. Partendo da Plaza del Ayuntamiento, passando per il Mercato Centrale, uno degli edifici che più attira l’attenzione dei visitatori grazie alle decorazioni interne ed esterne, la Lonja de la Seda, la Iglesia de San Juan, Plaza de la Virgen fino

ad arrivare difronte alla Cattedrale con affianco…il Miguelete! E non vuoi affrontare questa sfida di 207 gradini?! Ma certo! Per cui, su per la torre fino ad arrivare all’arco di pietra che sorregge la campana, dalla quale la torre stessa prende il nome perché “battezzata” il giorno di San Michele. Si narra che questa sia stata portata li, ovviamente, solo dopo la costruzione della torre, ma che non passando per le scale sia stata issata in cima creando un immenso cumulo di terra.

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Ciudd de las Artes y las Ciencias – Valencia

Da li abbiamo proseguito per le Torre de Serranos e da li, lungo il Jardì del Turia (tuuuutto il Jardì del Turia), siamo arrivati alla Ciudad de las Artes y las Ciencias. Si tratta di un complesso moderno, progettato dagli architetti Santiago Calatrava e Félix Candela che ospita: il Palau de les Arts Reina Sofìa, l’Hemisfèric, l’Umbracle, il Museo delle Scienze Principe Felipe, il Parco Oceanografico, il Ponte de l’Assout de l’Or e l’Agorà. Meritano sicuramente una visita più approfondita, secondo il nostro parere, il Museo delle Scienze e il Parco Oceanografico…meravigliosi!
Menzione a parte, camminando così a lungo abbiamo notato la grandissima quantità di alberi di mandarini (o almeno quello sembrano) che crescono nel bel mezzo della città, uno spettacolo di certo inusuale e incredibile.
Dopo questa bella “sfaticata” ce ne torniamo in centro…a piedi. Direte, “ma a voi i mezzi non piacciono proprio?”. Assolutamente, anzi, è che a Valencia sembra di avere tutto estremante vicino e la città non ti da per nulla una sensazione di pericolo per cui la si gira volentieri a piedi, magari con un po’ di attenzione perché gli spagnoli alla guida sono un po’ spericolati😅. Poi i mezzi ci sono eccome (metro, bus, tram e taxi), funzionano bene e sono anche economici; chi non se la sente di camminare in lungo e in largo può comodamente prenderli e spostarsi ovunque voglia con semplicità.

Il giorno seguente s’è optato per un po’ di tranquillità, per riprendersi un po’ dal giorno precedente, ma la serata è stata una delle più belle di tutta la vacanza.
Valencia è una città cosmopolita, anche se forse non si direbbe, dovuto dalla sua vocazione universitaria. Ci siamo ritrovati a casa della nostra amica a festeggiare tra italiani, spagnoli, francesi ecc, in un immenso scambio di cultura mondiale. È anche questo il bello della città, giri, incontri e conosci persone dalle più disparate parti del mondo. L’unica difficoltà è che si potrebbe incontrare è trovarsi con una confusione di lingue in testa da non saper più quale usare, ma se questo è un sacrificio…ben venga 😜

Centro del Carmen - Valencia

Centro del Carmen – Valencia

Il terzo giorno è stato decisamente il più strano. È domenica e ci si sveglia con una pioggia copiosa, tutto calcolato. Ciò che non prevedevamo era la chiusura pressoché totale di ogni attività in città, loro si che prendono seriamente il giorno di riposo! Intendiamoci, vicino ai luoghi più turistici (vedasi per esempio Plaza del Ayuntamiento) si trova sempre qualcosa di aperto, ma per il resto…nada. Ci apprestiamo a fare il nostro giro per gli interni degli edifici e qui ci accorgiamo di una cosa, “cerrado por lluvia” (chiuso per pioggia)! Qua chiudono per la pioggia?! Vabbè si sperava di salire a le Torres de Serranos e Torres de Quart vista la gratuità del giorno, ma ci accontenteremo di vederle da fuori. Anche la Lonja della Seda non ci consente di salire sulla sua torre però ci godiamo i suoi interni, compresa la cripta, così come per il museo Centro del Carmen, un antico convento ora adibito anche a galleria d’arte.
La pioggia si fa più intensa e decidiamo di tornare in albergo. Da li si scatena un vero diluvio, solo per uscire a mangiare qualcosa a cena torniamo completamente zuppi. Forse questi spagnoli non hanno fatto forse così male a starsene a casa e chiudere tutto. Scopriremo poi la mattina successiva della tromba marina creata poco fuori il porto di Valencia…😨

Interno del Mercdo de Colòn - Valencia

Interno del Mercdo de Colòn – Valencia

Penultimo giorno, la tristezza di dover tornare a casa a breve si fa sentire. La mattinata la trascorriamo ancora girando per le vie del centro. Ammiriamo il Mercado de Colòn, l’incantevole Estaciòn del Norte e la Plaza de Toros. In quest’ultima non abbiamo potuto vedere l’arena (allagata), ma il museo si. Beh che dire, decisamente un’immersione nei costumi del Paese, ma con un po’ di tristezza…il video sulle corride l’abbiamo pure guardato, ma la mesta fine no, quella proprio non volevamo vederla.
Alla sera ci siamo trasferiti nel quartiere di Benimaclet (qui si vi consigliamo di raggiungerlo con i mezzi). È da qualche decennio parte integrante della città, essendo stato inglobato a causa dell’espansione, mentre prima era un villaggio a sé. È abitato da una notevole quantità di universitari, per questo è in forte sviluppo culturale, ricco di caffè letterari dove è possibile leggere libri e scambiare opinioni bevendo un bicchiere in compagnia. Sono anche presenti molti pub e bar dal forte connotato alternativo, che hanno dato negli ultimi anni un’impronta decisamente bohemienne al quartiere.

Ahi noi, ultimo giorno arrivato. La pioggia anche oggi non c’abbandona. Classico giro di rito alla ricerca di souvenir, pranzo con l’amica e infiniti saluti con l’augurio di rivederla al più presto. E poi via, all’aeroporto, con quel solito misto di tristezza e piacere, perché in fondo, anche tornare a casa ha il suo fascino: ritrovare la routine, gli stessi posti, gli stessi odori, le stesse sensazioni…tutto come prima. Ti accorci che l’unica cosa che un po’ è cambiata, la più importante, sei tu, perché la persona che parte per un viaggio, non è la stessa persona che torna.

CIBO

E come poteva mancare un accenno al cibo?! Anch’esso è parte integrante di un viaggio e ogni posto che si visita ha la sua da dire, ogni angolo del mondo i suoi prodotti tipici da assaggiare.

Paella valenciana

Paella valenciana

A Valencia, ovviamente, non si può fare a meno di provare la rinomata paella, la tradizionale però, attenzione: la mista (cioè di carne e pesce), che si trova in quasi tutti i ristoranti, non è quella classica. Rispettando la tradizione, la paella rigorosamente viene servita sulla padella (o meglio dire paellera) e si viene invitati a mangiarla direttamente da li; viene preparata con riso, zafferano, taccole, fagioli bianchi e poi a seconda della variante con pollo e coniglio o con pesce (principalmente molluschi). Squisita!

Per ingannare l’attesa, magari proprio della paella (che viene rigorosamente preparata al momento), ci si può deliziare con qualche antipasto a base di stuzzichini spagnoli: vedasi queso y jamon. Altro non è che formaggio e prosciutto, ma bisogna dire che non sono niente male, i loro formaggi sono molto saporiti e stagionati e il jamon ricorda il nostro crudo.

Tapas

Tapas

Tenendo presente che gli spagnoli non fanno vere e proprie cene (mangiano spesso e poco durante il giorno), bisogna anche provare un locale di tapas, ovvero una grande varietà di stuzzichini, però sostanziosi, tutti preparati con ingredienti della cucina mediterranea: a noi abbiamo hanno fatto conoscere un locale favoloso nel quartiere di Benimaclet, El Carabasser (C/ Reverendo Rafael Tramoyeres 35 bajo). Si va dalle patatas bravas con salsa alioli, ai montaditos, ai pinchos e così via; per chi è abituato alla tradizione veneta, potrebbe definirli “cicheti“.
Generalmente le tapa vengono servite in piccole porzioni, accompagnate da bevande alcooliche o analcoliche. È inoltre diffusa tra gli spagnoli l’abitudine di gustarne un paio in un bar, accompagnate da una bevanda, per proseguire allo stesso modo di locale in locale. Questo consumo ambulante viene chiamato, tapeo o ir de tapas.

Horchata y fartons

Horchata y fartons

Ultima, ma non per importanza, tipicità che abbiamo assaggiato è l’horcata bevuta con i fartons.  È una bevanda (servita anche granizada ovvero come granatina) rinfrescante preparata con acqua, zucchero e con il latte del tubero che caratterizza le radici di una pianta diffusa nella zona di Valencia e chiamato chufa in spagnolo. Si tratta, di fatto, di un latte vegetale ad alto tasso energetico e molto dolce (per questo vi consigliamo di berne bicchieri piccoli, almeno per chi ancora non l’avesse provato) che viene servito accompagnato dai fartons, panini leggeri e glassati.

Per questo viaggio non ci resta che ringraziare la nostra amica di una vita, Elena, nostro Virgilio in terra spagnola che ormai acostumbrada (abituata – solita), come direbbe lei, agli usi e costumi ci ha accompagnato con dedizione in questo viaggio alla scoperta della città di Valencia. Ha svolto a pieno il suo ruolo di cicerone sacrificando il suo prezioso tempo per farci girare in lungo e in largo e acculturarci su ogni cosa. C’ha fatto immergere nella sua nuova vita, facendoci conoscere un sacco di persone meravigliose (a nominarle tutte verrebbe un elenco infinito, per cui perdonateci👏) che ringraziamo per aver reso questo viaggio ancora più speciale.
Chiudiamo l’angolo delle smielate dicendo ancora una volta infinite GRAZIE e sperando di avervi incuriosito, trasmesso qualcosa o avervi fatto rivivere in parte una vostra passata esperienza in terra valenciana.
Adiòs 😉


Valencia per le festività – Tutti gli eventi

L’atmosfera natalizia porta con sé la voglia di viaggiare e di condividere momenti speciali: in coppia, in famiglia o con gli amici, Valencia  è la meta perfetta dove trascorrere Natale e Capodanno sotto il segno delle tradizioni e dell’eccellenza.
La città si trasforma in un luogo magico in cui eventi e celebrazioni si susseguiranno fino all’arrivo del nuovo anno. Il clima mite anche in inverno permette di vivere a pieno Valencia e godersi ogni suo angolo, dalle calles addobbate per l’occasione fino a una paella in riva al mare per cominciare l’anno al meglio.
Per chi ama le tradizioni e al tempo stesso è sempre in cerca di eventi unici, Valencia ha in programma un dicembre ricco di emozionanti esperienze per trascorrere le festività tra tradizioni ed arte nelle sue molteplici sfaccettature.

I presepi e i mercatini di Natale  a Valencia

presepe-ayuntamiento-valenciaTra le usanze più importanti spiccano a Valencia i presepi tradizionali esposti nelle zone emblematiche della città, alcuni con centinaia di figure. Decisamente suggestivo è il presepe che sarà presente in pieno centro, a Plaza de la Reina fino al 7 gennaio con statue a grandezza naturale.
Altri presepi da visitare sono quello esposto nella Cattedrale, il famoso presepe napoletano del Museo Nazionale di Ceramica, il presepe allestito al Mercato di Colón, e infine quello al Mercato Centrale.

Tra il 25 novembre e l’8 gennaio le strade e le piazze di Valencia accoglieranno meravigliosi mercatini di Natale, dove è possibile acquistare giocattoli, oggetti d’arredo, decorazioni natalizie e prodotti artigianali. Da visitare la quindicesima edizione della Fiera dell’Artigianato con bellissime e colorate bancarelle installate in Plaza de la Reina, vicino alla Cattedrale e Miguelete. Durante le feste, Valencia ospita anche il tradizionale Mercado de Reyes (3-5 gennaio), la Fiera dell’Artigianato di ARTEVAL e le bancarelle all’interno di Mercado Colon: a Valencia l’atmosfera natalizia si respira passeggiando per le sue strade.

A Las Naves, (Centro di Creazione Contemporanea) un altro mercato natalizio unico e imperdibile è Pesebre visitabile il 17 e 18 dicembre. Qui produttori locali offrono eco sostenibilità unendosi insieme per fornire servizi innovativi e un’alternativa di qualità sul commercio locale. I visitatori troveranno una selezione di prodotti realizzati dai migliori “artigiani” di cucina locale e a chilometro zero. A Pesebre non manca la tecnologia e creatività con delle start-up innovative. Durante le due date ci sarà inoltre un cocktail party di Natale con DJ e band musicali locali in un’atmosfera unica con decorazioni e immagini create con dettagli unici. Tutto questo in un clima di festa, all’aperto e a prezzi popolari.

 Natale a Valencia per i bambini

christmas-snowballsValencia è meravigliosa con le sue strade che si illuminano di luci e colori, lunghi tappeti rossi che ricoprono i marciapiedi, grandi alberi di Natale e piste di pattinaggio per grandi e piccini. Da vedere assolutamente il tradizionale luna park evento unico per Valencia, nei pressi dell’Edificio del Reloj, con divertenti attrazioni e una ruota panoramica dove grandi e piccini potranno approfittare delle divertenti attrazioni.

Un’altra imperdibile esperienza è Expojove , celebrato presso Feria Valencia dal 26 dicembre al 4 gennaio, dove viene organizzata qualsiasi tipo di attività ludica dedicata ai più piccoli, tra cui bellissimi spettacoli teatrali, magie, musica e intrattenimento per le famiglie. Quest’anno ci si aspetta un grande successo come quello ottenuto nelle edizioni precedenti. Assolutamente da scoprire le iniziative in programma al Bioparc.  Tra le attività il parco propone “Natale nel gregge” dal 23 dicembre al 5 gennaio, la Scuola di Natale “Corso di esperto in animali per piccoli esploratori” dal 27 al 30 dicembre e dal 2 al 4 gennaio, e infine “Seguendo le orme” presso il teatro situato nei pressi dello splendido lago con gli elefanti nelle date 23 dicembre, dal 26 al 30 dicembre e dal 2 al 5 gennaio.

Nel periodo natalizio anche circhi famosi visiteranno Valencia, come il Circo Mondiale, il Gran Circo Wonderland, il Gran Fele e il Circo Americano.

Un ricco programma di eventi intercetta i desideri di tutti, non solo dei piccini. Per gli appassionati della musica due appuntamenti immancabili al Palau de la Música: il Concierto de Navidad il 18 dicembre 2016 (ore 19.30) e il Gran Concierto de Año Nuevo che saluterà l’inizio del nuovo anno con il repertorio di Johann Strauss il 30 dicembre 2016 (ore 21).

Natale tra shopping e gusto a Valencia

shopping-nataleNon si può vivere il Natale a Valencia senza aver provato i famosi churros e buñuelos, dolci tipici a base di farina, acqua, zucchero e sale, fritti e da mangiare solo dopo averli immersi nella cioccolata bollente.

Il turrón, (torrone) è un altro dei dolci più caratteristici del periodo natalizio: questo dolce viene preparato con miele o zucchero in cottura e frutta secca e mandorle, pelate e tostate.

Per gli amanti della cucina di pesce, da non perdere assolutamente una paella con vista: le miti temperature di Valencia permettono di vivere il mare tutto l’anno. Dunque perché non approfittare di gustare dell’ottima paella? La si può degustare nei ristoranti lungo la spiaggia de Las Arenas, con viste mozzafiato o presso i locali all’interno del Parco Naturale dell’Albufera.

Lo shopping natalizio a Valencia è senz’altro unico e originale.
Il 13 dicembre sarà una notte bianca speciale dedicata allo shopping e al divertimento. L’appuntamento è l’occasione ideale per trascorrere una piacevole serata nei tanti negozi aperti per l’occasione fino a mezzanotte, omaggiando i clienti con sconti e degustazioni gastronomiche. Durante la serata è possibile assistere a tantissimi eventi con l’alternarsi di DJ, photocall, spettacoli all’aperto, musica dal vivo, stuzzichini, fashion bloggers, instagramers e molte sorprese.
L’edizione invernale di Valencia Shopening Night è perfetta per iniziare lo shopping natalizio e andare alla ricerca dei primi regali da mettere sotto l’albero.
Sarà anche una notte solidale: quest’anno il 5% delle quote di partecipazione alla Shopening Night verrà destinato alla Fundación Pequeño Deseo per un progetto che sosterrà le cure per i bambini con patologie croniche.

Capodanno a Valencia

valencia-capodannoL’Ultimo dell’Anno si festeggia nella Piazza del Ayuntamiento: qui ci sarà un suggestivo spettacolo pirotecnico che infiammerà ancor di più gli animi e l’entusiasmo della gente. Per il brindisi di fine anno, si potrà scegliere tra uno spumantino spagnolo Cava o in alternativa assaggiare la celebre Agua de Valencia, una bevanda alcolica a base di champagne e succo d’arancia, con l’aggiunta di gin e vodka. Allo scoccare della mezzanotte si aprono le danze con un DJ set che suonerà musica fino all’alba, tra luci e spettacoli.
Dodici fortunati chicchi d’uva!
Una delle tradizioni più seguite dal popolo spagnolo avviene durante “nochevieja”, l’ultimo giorno dell’anno, il 31 Dicembre. L’usanza vuole che si lascia l’anno vecchio e si accoglie quello nuovo mangiando dodici chicchi d’uva al ritmo dei dodici rintocchi di campana che segnano la mezzanotte. La tradizione vuole che coloro che riescono a mangiare tutti i chicchi d’uva a tempo, avranno un anno pieno di fortuna e prosperità.

Il 5 gennaio arriveranno a Valencia i Reyes Magos, festività da sempre molto sentita da tutto il mondo ispanico, in cui ci si scambia doni e si pranza insieme alla famiglia. I Re Magi arriveranno per mare al Porto i Valencia e continueranno per il Paseo de la Alameda fino ad arrivare al centro storico. Per commemorare il loro arrivo, dalle 18.00 presso il Paseo de la Alameda verrà organizzata la tradizionale “Cabalgada”: Gaspare, Melchiorre e Baldassarre giungeranno al porto in barca e in seguito sfileranno insieme a carri e personaggi mascherati, salutando tutti i bambini e regalando loro caramelle e dolciumi.


Le 10 cose assolutamente da non perdere in Andalusia

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L’Andalusia è la regione più calda di Spagna, in tutti i sensi. Qui è nata la corrida, la tradizione delle tapas, il flamenco. Qui la dominazione araba in Europa ha lasciato capolavori architettonici insuperati. Qui il mare e la montagna si sposano, e l’estate dura sei mesi.
Con Barcellona è l’area iberica più visitata, più ancora della capitale. Ecco alcuni dei motivi.

  1. SIVIGLIA

    alcazar-spagnaSiviglia, la capitale della Andalusia, è una città che ha molto da offrire ai suoi visitatori: sole, calore, luce, allegria, cultura, storia, folclore e feste, tutto ciò sotto un cielo generalmente azzurro. Per questo motivo gran parte della vita sivigliana si svolge per strada. Molti sono i bar, le terrazze e i ristoranti sparsi per tutta la città, soprattutto nel centro. L’insieme dei monumenti principali di Siviglia è stato dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità nel 1987. Carmen, Don Giovanni e Figaro “vivono” qui. Questo dovrebbe bastare a farvi capire il fascino di Siviglia.
    Di origine fenicia, con 700 mila abitanti è la quarta città della Spagna. L’interesse turistico deriva dai numerosi monumenti, piazze, giardini: in particolare sono da vedere la torre della Giralda, la Cattedrale, l’Alcázar e l’Archivio delle Indie.

  2. PLAZA DE ESPAÑA

    plaza-de-espana-sevillaIl luogo più caratteristico di Siviglia, tanto da diventarne il simbolo. Non è una piazza come siamo abituati ad immaginarla, ma uno spazio semicircolare percorso da un canale attraversato da una serie di ponti e con una fontana al centro e due torri in posizione laterale. È inoltre costeggiata da eleganti edifici decorati con mattoni a vista , marmo e ceramica azulejos. Sulle pareti, una serie di panche e di ornamenti in ceramica rappresentano le 48 province spagnole, in ordine alfabetico; su di esse sono presenti mosaici raffiguranti eventi storici e gli stemmi di ogni capoluogo di provincia. Plaza de España ha fatto da sfondo a numerosi film storici, come Lawrence d’Arabia, ma anche al recente Star Wars Episodio II – L’attacco dei cloni.

  3. CÓRDOBA

    moschea-cordoba-spagnaFu capitale della Hispania Ulterior sotto l’impero romano, ma soprattutto capitale dell’Impero Musulmano in Spagna; i Mori ne fecero il centro culturale del loro dominio. Nonostante la distruzione di molte delle testimonianze artistiche del tempo, Córdoba resta la città andalusa in cui è più visibile il passato musulmano come testimoniano la moschea, Medina Azahara e il quartiere-suk della Juderia. L’edificio più rappresentativo è proprio la Grande Moschea (o Mezquita). La sua costruzione ebbe inizio nel 785 d.C. e fu trasformata in Cattedrale nel 1236, con l’aggiunta della torre campanaria, per volere di San Ferdinando III.
    Una curiosità: il ponte romano di Córdoba è diventato il ponte di Volantis della serie TV Il Trono di Spade.

  4. GRANADA E L’ALHAMBRA

    granada-alhambra-spagnaGranada fu il cuore del regno islamico di el-Andalus. Oggi è celebre per l’Alhambra, probabilmente la più spettacolare testimonianza della dominazione araba in Europa. Edificata nell’XI secolo, è una piccola città murata, al cui interno si trova un giardino arabo, palazzi, torri, cortili chiusi e un convento. Cuore del complesso –  che oggi è Patrimonio dell’Umanità – è l’edificio chiamato Alcazaba.
    I suoi giardini sono stati il luogo reale in cui la serie TV Il Trono di Spade ha ambientato la sfarzosa e lussureggiante reggia di Dorne.
    Da vedere in città anche la Cattedrale, in stile rinascimentale spagnolo, e il Palazzo della Madraza, prima università dell’Andalusia (fondata nel 1349) e fra le più antiche di tutta Europa.

  5. NERJA

    nerja-spagnaCittadina che sorge su un picco roccioso, chiamato il Balcone d’Europa da cui si gode un panorama di montagne e di mare davvero unico. Famosa è anche la sua Grotta che possiede sale e gallerie con impressionanti strutture di stalattiti e stalagmiti.

  6. MALAGA

    malaga-spagnaCittà particolarmente vivace dal punto di vista culturale, ospita molti musei: tra questi da visitare assolutamente il Museo Picasso Malaga, dedicato al pittore che qui nacque nel 1881; il Centro di Arte Contemporanea (CAC), dedicato alla fotografia ma non solo; il Museo Carmen Thyssen con i capolavori della pittura spagnola del XIX secolo. Da vedere anche l’Alcazaba, fortezza-palazzo musulmana; il Castello di Gibralfaro e la Cattedrale.

  7. JEREZ DE LA FRONTERA

    La cittadina dei cavalli andalusi, principale centro di allevamento e sede di un’ottima scuola equestre. È il luogo ideale per assistere a un’esibizione dei cavalli andalusi.
    Inoltre è patria di un vino liquoroso in patria noto come Jerez e in tutto il mondo come Sherry. Insomma, una visita a Jerez è tutta da assaporare.

  8. RONDA E LA GOLA DI EL TAJO

    ronda-spagnaArroccata sulle ripide gole del Guadalevín, Ronda affascina da sempre i suoi visitatori. Fra coloro che furono colpiti da suo fascino Ernest Hemingway, ed è difficile dargli torto: è una delle più antiche e belle cittadine andaluse che, in parte, e conserva ancora oggi la sua antica struttura araba. Uno strapiombo di 200 metri divide la città in due parti, unite dal Puente Nuevo, costruito nel 1788. Inoltre ospita la più antica Plaza de Toros di Spagna.

  9. LA COSTA DEL SOL

    costa-del-sol-spagnaCelebre regione costiera sul mar Mediterraneo, tra punta Tarifa e capo di Gata, è una delle aree turistiche più importanti e apprezzate del Paese, grazie al suo clima – la temperatura media è di 22 C° e l’estate dura oltre 6 mesi. Fra le attrazioni della zona, anche numerosi campi da golf. Le località più conosciute sono Marbella e Torremolinos.

  10. GIBILTERRA

    gibilterra-spagnaUn tempo nota come Calpe, una delle Colonne d’Ercole, è oggi una meravigliosa cittadina famosa per la sua Rocca e Europa Point da dove, nelle giornate chiare, lo sguardo spazia fino al Marocco e le montagne del Rif.

    Per vedere le bellezze dell’Andalusia potete approfittare di qualsiasi periodo dell’anno, dall’estate fino a Capodanno. Godrete sempre di paesaggi, città e di una accoglienza meravigliosa.


Isole Canarie, cosa fare e cosa vedere

Uno degli arcipelaghi più belli al mondo è sicuramente quello delle isole Canarie; sorge a meno di 100 km dalle coste del Marocco, nell’Oceano Atlantico. Queste sette isole, di cui le maggiori sono Gran Canaria, Tenerife, Lanzarote e Furteventura, sono parte della Spagna di cui sono comunità autonoma. Ognuna con una sua particolare caratteristica, sono una delle mete più gettonate e amate dai viaggiatori per via della bellezza dei luoghi e del clima mite.
Assieme a Capo Verde, Madera e le isole Azzorre formano l’ecoregione della Macaronesia, ossia quegli arcipelaghi atlantici di origine vulcanica che presentano un clima da tropicale a subtropicale.

Le Canarie vi conquisteranno con la loro rigogliosa e selvaggia natura. Il Parque Nacional del Teide a Tenerife è il parco con il grande vulcano del Teide che è tra l’altro la montagna più alta della Spagna. Rimarrete sbalorditi dalla bellezza dei fondali di Fuerteventura; il rapido cambio di paesaggi di Gran Canaria dai deserti del sud al verde dei tropici al Nord; e poi le spiagge come quelle bianchissime di Lanzarote, quelle nere e vulcaniche e l’acqua cristallina dell’oceano.

Godono, per altro, di un clima davvero mite per tutto l’anno e sono una meta ambita sia in inverno sia in estate. Gennaio e febbraio sono i mesi più freddi, se di freddo possiamo parlare. In questi mesi la temperatura media massima è di 25 gradi, la minima di 15 ed i giorni di pioggia non sono più di 6 al mese. Ovviamente ci sono delle differenze in base a dove ci si trova. Sul Teide, l’alto vulcano di Tenerife, in inverno a quota 2400 il termometro scende a 3 gradi fino allo zero. In estate i mesi più caldi sono quelli di luglio e agosto con una media massima di 30 gradi (ma si possono raggiungere anche picchi di 37 gradi) con una media minima di 23 gradi. Le acque delle Canarie tendono ad essere invece meno calde di inverno quando non superano i 18 gradi, mentre in estate fare il bagno è estremamente piacevole visto che la temperatura media dell’acqua è di 28 gradi.

 

Le isole Canarie: guida alle isole

 

Gran Canaria

gran-canariaGran Canaria è la terza isola dell’arcipelago in ordine d’estensione ed offre un’enorme varietà di paesaggi, oltre ad essere l’epicentro della vita dell’arcipelago. Il suo capoluogo è Las Palmas de Gran Canaria, città frenetica palcoscenico di numerosi eventi, che ospita un antico quartiere storico e numerose spiagge dalle sabbie dorate, spesso mete ideali dei surfisti – come La Bahìa de Pozo Izquierdo.

Las Palmas è, insieme a Santa Cruz de Tenerife, l’unico posto delle Canarie ad avere l’aspetto della vera metropoli. Qui si possono visitare i quartieri di Vergueta e Triana, la parte della città più bella per architettura, Iglesia de San Antonio Abad, la chiesa in stile romanico canario, Parque San Telmo, il parco che ospita uno dei primi luoghi di culto della città – Iglesia de San Telmo –, Castillo de la Luz, fortezza del XVI secolo, Casa Museo de Colòn, con tutto ciò che ricorda i viaggi di Cristoforo Colombo. E tanti altri musei, di arte e di storia, che raccontano l’isola. Ospita inoltre ristoranti di alto livello e i locali più suggestivi (nei pressi dei barrios, di Vegueta e di Triana).

Gran Canaria presenta alcune delle spiagge più belle dell’arcipelago. Da non perdere la spiaggia di Maspalomas con le sue enormi dune; Playa del Ingles è una delle più famose d’europa lunga ben 2,7 km dove troverete qualsiasi servizio, ristoranti e locali; Playa de San Agustin è una delle più tranquille dell’isola, ha sabbia scura ed un mare cristallino; Playa de Amadores è la spiaggia degli innamorati perché è molto tranquilla: un’ampia baia di sabbia dorata affacciata su un mare azzurro intenso.

Fuerteventura

fuerteventuraI villaggi dell’entroterra, quasi disabitato e dalle case bianche, si legano in un connubio perfetto al paesaggio desertico dell’intera isola. Lunghissime spiagge di sabbia chiara e due località turistiche principali situate ai poli opposti di FuerteventuraCorralejo (a nord) e Morro Jable (a sud) – sono i punti di forza dell’isola.

Capitale di Fuerteventura è Puerto del Rosario, una piccola città portuale in cui l’unico posto davvero interessante è rappresentato dalla Casa Museo de Unamuno, il famoso filosofo spagnolo esiliato per essersi opposto alla dittatura di Primo de Rivera. Non è inoltre una tappa fondamentale di un eventuale tour gastronomico: la cucina offerta da questa città non è tra le migliori dell’isola. L’interno di Fuerteventura offre invece uno scenario di campagna piacevolmente variegato, con l’importante Parque Natural de Betancuria.

Lanzarote

lanzaroteDisseminata da ben 300 coni vulcanici Lanzarote è chiamata la “Isla de los Volcanes”. Dichiarata riserva della biosfera dall’UNESCO, regala un paesaggio contemporaneamente desertico e hawaiano. In mezzo alle desolate pianure di Lanzarote si schiude un vero e proprio scrigno di tesori: Teguise fu capitale dell’isola fino al 1852 quando venne spostata a Arrecife.

Differentemente da Arrecife, che non offre granché da vedere se non un paio di forti, Teguise è una città ricca di attrazioni: Castillo de Sànta Barbara, Palacio Spìnola, Iglesia de la Virgen de Guadalupe, Museo del Emigrante Canario e diversi monasteri (Convento de Miraflores, de Santo Domingo e Palacio de Herrera y Rojas).

Tenerife

tenerifeLetteralmente “montagna bianca”  Tenerife è, tra le isole dell’arcipelago, quella con maggior estensione e altitudine. Ultima isola a cadere nelle mani degli spagnoli, Tenerife è ricca di paesaggi differenti che spaziano dalle verdeggianti scogliere settentrionali, all’arida costa orientale, ai caotici centri internazionali di vacanza.

La capitale dell’isola è Santa Cruz de Tenerife. Si tratta di un’animata città portuale, accogliente e divertente, in cui si respira un’atmosfera tropicale. Quasi tutte le cose da vedere si raggiungono in pochi minuti di cammino da Plaza España. Tra i più importanti: il Museo de Bellas Artes, de la Naturaleza y El Hombre e quello Militar de Almeyda, Castillo de San Juan, la fortezza con accanto l’Auditorium de Tenerife e il Parque Marìtimo César Manrique, nel quale prendere il sole e fare il bagno negli stagni artificiali. O ancora le bellissime chiese – l’Iglesia de San Francisco e l’Iglesia de Nuestra Senora de la Concepciòn in Plaza Iglesia –, il Teatro Guimera e il Centro de Fotografia.

Partendo da Santa Cruz o da Puerto de la Cruz – la tranquilla località costiera dalle romantiche passeggiate sul mare – sarà poi possibile raggiungere e visitare giornata San Cristòbal de la Laguna, un’animata città studentesca dalla marcha (vita notturna) più movimentata dell’isola.

Da visitare, infine, il Parque National del Teide, il parco protetto più grande della Spagna, e Punta Teno, il punto più a nord-ovest dell’isola, con le sue rinomate spiagge nere.

Tenerife offre un’invidiabile varietà di spiagge: da quelle bianchissime a quelle di sabbia nera, dalle piccole baie alle enormi spiagge alle scogliere a picco sul mare. Da non perdere: la spiaggia de Las Teresitas a Santa Cruz, una spiaggia artificiale di sabbia dorata del deserto del Sahara; spiaggia de Las Vistas a Arona ha un ampio arenile di morbida sabbia e fondali non troppo profondi; Playa de la Arena è una spiaggia attrezzata di sabbia nera vulcanica racchiusa in una suggestiva e curata baia; infine Playa de Las Americas che più che per la bellezza del luogo è rinomata per la sua movida che la rende la spiaggia più giovane e festaiola dell’isola.

La Palma

la-palmaCon la sua vegetazione lussureggiante e alcuni dei tratti costieri più belli delle Canarie occidentali, La Palma è anche chiamata “l’Isla Bonita” (l’Isola Bella). Frutteti, vigneti e foreste prosperano in netto contrasto con i picchi vulcanici presenti nel centro dell’isola.

Capoluogo e unico centro importante di La Palma, Santa Cruz de La Palma si visita tranquillamente a piedi. E’ una città che offre piacevoli passeggiate tra gli edifici in tipico stile architettonico delle Canarie; il suo centro storico si estende parallelamente al lungomare, e il cuore della città è costituito da Calle O’Daly, un lungo viale pedonale fiancheggiato da negozi e case coloniali.

Proseguendo su questa imperdibile arteria di Santa Cruz, il Palacio de Salazar, in perfetto stile tardo rinascimentale, e la Plaza España, bellissimo esempio di architettura rinascimentale dell’intero arcipelago. Al lato della Piazza si erge l’Iglesia del Salvador. Come non menzionare poi le famose case antiche dipinte a colori vivaci (XVI secolo), con balconi diversi ed estremamente originali, a nord di Avenida Puente. Oppure le numerose e affascinanti cappelle del XVI-XVII secolo, originariamente annesse ai monasteri domenicani e francescani della città – Ermita de Nuestra Senora de la Luz, de San Sebastian e de San José.

La Gomera

Los Organos, La GomeraLa Isola del La Gomera è detta “L’Isla Columbina” in quanto è l’isola sulla quale Cristoforo Colombo fece tappa durante il lungo viaggio alla scoperta dell’America. Dall’Oceano La Gomera sembra inespugnabile con le sue ripide scogliere che si gettano a precipizio nel mare, ma al contrario sono molti i turisti che raggiungono l’isola per ammirarne la bellezza.

Capoluogo di La Gomera è San Sebastian, città famosa per i suoi legami con Cristoforo Colombo. Testimonianza del passaggio sull’isola del famoso esploratore è la Casa de Colon.

Interessanti e piacevoli luoghi di San Sebastian sono: le due piazze principali – Plaza Américas e Plaza Constitucion –, nel cuore cittadino e, nelle immediate vicinanze, la Casa de la Aguada con la sua mostra “La Gomera e la scoperta dell’America”, l’Iglesia de la Virgen de la Asuncion – dove si dice che Colombo e i suoi uomini si siano recati prima di mettersi in viaggio verso il Nuovo Mondo –, la Torre del Conde, massima espressione dell’architettura militare alle Canarie. In ultimo la Playa de San Sebestian, dalla sabbia nera, e, poco distante, il Parque Nacional de Garajonay.

El Hierro

el-hierroEl Hierro è l’isola più piccola dell’arcipelago. Come Lanzarote è stata dichiarata Riserva della Biosfera dall’UNESCO. Si tratta di un’isola tranquilla, dalla simpatica forma a boomerang, dove è possibile fuggire dal tran tran quotidiano e abbandonarsi ai piacevoli colori e rumori della natura.

Santa Maria de Valverde, che appare lungo le montagne come una striscia bianca dipinta, è l’unico capoluogo delle Canarie a non avere sbocco sul mare. La sua parte più graziosa è dietro Calle Doctor Quintero, dove si trova nascosta Plaza Quintero Nunez e la chiesa Nuestra Senora de la Concepcion. Importante anche il museo cittadino Centro Etnografico, all’interno di una piccola casa in pietra.